Protezione del know-how: una priorità per aziende e startup
Nel contesto competitivo e digitale attuale, la protezione del know-how è diventata una vera e propria esigenza strategica per imprese di ogni dimensione, comprese le startup innovative.
Il know-how non è solo un bene intangibile: rappresenta il cuore pulsante della capacità innovativa, del vantaggio competitivo e della sostenibilità futura dell’organizzazione.
Tuttavia questo patrimonio è interessato da un’ampia gamma di rischi:
- spionaggio industriale da parte di concorrenti o attori statali
- attacchi informatici mirati e persistenti
- insider threat, spesso difficili da rilevare
- perdita involontaria di dati attraverso partner, fornitori o errori umani

Un framework pratico per proteggere il know-how
Nel white paper “OSINT e know-how – Strategie di Counterintelligence per il mondo aziendale”, l’autore Mirko Lapi propone un modello olistico e attuabile per affrontare queste sfide.
I 4 pilastri del framework:
- Misure fondamentali di sicurezza: tecniche, fisiche, legali e procedurali
- L’elemento umano: gestione del rischio insider e contrasto al social engineering
- Intelligence-driven defense interna: trasformare GDPR e DUVRI in fonti di analisi
- Intelligence-driven defense esterna: utilizzare l’OSINT per analizzare le minacce e la superficie d’attacco
Perché anche le startup devono agire ora
Le startup innovative sono particolarmente esposte: spesso lavorano con risorse limitate ma sviluppano idee ad alto valore strategico, facilmente bersaglio di attori ostili o concorrenti sleali.
Investire da subito in una strategia di Counterintelligence aziendale, anche minima ma ben strutturata, può fare la differenza tra crescita sostenibile e vulnerabilità critica.
OSINT e ISO 27001: un binomio sempre più necessario
L’integrazione dell’Open Source Intelligence (OSINT) nei sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI), come previsto dal controllo A.5.7 della nuova ISO/IEC 27001:2022, consente di:
- identificare proattivamente le minacce emergenti
- monitorare il dark web
- valutare la reputazione di terze parti
- prevenire fughe di dati
- migliorare la postura di sicurezza complessiva
E’ incontrovertibile che oggi la conoscenza rappresenta il nuovo capitale, difendere il know-how significa quindi proteggere il futuro dell’organizzazione. Il white paper offre strumenti concreti e best practice per iniziare ad agire in modo informato, legale e proattivo.