Pillole di OSINT n.13: tra formazione, disinformazione e verifica
La tredicesima edizione di Pillole di OSINT porta con sé un filo conduttore chiaro: la capacità di un analista di muoversi tra formazione continua, sovraccarico informativo e verifica etica dei contenuti digitali. Non basta più conoscere gli strumenti: oggi occorre saperli contestualizzare, integrarli in un metodo solido e mantenere uno sguardo critico sul proprio ruolo nella società dell’informazione.
In questo numero si parte da due grandi hub formativi:
- Exposing the Invisible, progetto di Tactical Tech che raccoglie guide, podcast e workshop per democratizzare l’accesso alle tecniche investigative,
- e la libreria del Global Investigative Journalism Network (GIJN), che offre risorse concrete e metodologicamente solide, utilizzate dai migliori giornalisti investigativi del mondo.
Qui il messaggio è chiaro: chi lavora nell’OSINT non può smettere di imparare, perché solo aggiornando le proprie competenze può restare rilevante.
Sovraccarico informativo
La newsletter affronta poi un tema delicatissimo: il sovraccarico informativo. L’analisi di First Draft News mette in luce come l’eccesso di dati, veri o falsi, finisca per generare paralisi decisionale, vulnerabilità alla disinformazione e perfino burnout. Una sfida che riguarda anche chi opera professionalmente nell’intelligence open source: distinguere il segnale dal rumore diventa un esercizio mentale tanto importante quanto tecnico.
Sul fronte strumenti, questo numero presenta il plugin InVid/WeVerify, ormai considerato il “coltellino svizzero” della verifica visiva. Permette di frammentare i video in fotogrammi chiave, fare ricerche inverse, analizzare metadati e condurre controlli forensi di primo livello direttamente dal browser. Per chi si occupa di verifica di immagini e video – e dunque di contrasto alla disinformazione – si tratta di un alleato imprescindibile.
Infine, l’attenzione si sposta sull’etica e la normativa con la guida Video as Evidence di WITNESS. Un testo che spiega come filmare, trattare e conservare i video di violazioni dei diritti umani in modo che possano avere valore probatorio in sede legale. Per chi lavora con contenuti generati dagli utenti, specialmente in contesti di conflitto, è un riferimento essenziale: ricorda che l’OSINT non è solo tecnica, ma anche responsabilità verso le persone e le prove che si analizzano.
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